domenica 30 gennaio 2011

Passo Tartano, Cima di lemma

Ciaspole e sci-alpinismo in Val Tartano

Ed eccoci alla prima gita collettiva del 2011: per aprire le danze abbiamo pensato ad una gita sia per ciaspolatori ghe sci-alpinisti. Detto e fatto, ci siamo trovati numerosi in Val Tartano per salire fino al Passo omonimo.
Partenza sotto le nuvole, per fortuna alte e poco minacciose. Dopo un breve tratto lungo la strada innevata della valle, facile facile, inizia il ripido bosco. La neve molto dura, a tratti ghiacciata, ha reso difficoltosa la salita, ma tutti sono riusciti a uscirne con grande soddisfazione.
Quasi tutti arrivati al passo: bella vista .... ma le persistenti nuvole ed il freddo non hanno lasciato molto spazio ad una tranquilla sosta.
Dal gruppo si è staccato un gruppetto misto ciaspolatori e sciatori per salire fino alla Cima di Lemma. Salita non facile per la neve gelata e il pendio ripido: bravissi i ciaspolatori !!
Mentre chi era al passo torna sui propri passi verso la valle, il gruppetto di vetta scende dall'altro versante ... portando i ciaspolatori su un bel pendio ripido che fa felici, sopratutto, gli sciatori. Ma i ciaspolatori non si sono fatti attendere: siamo scesi praticamente assieme!
Bene, la prima è andata ed ora pensiamo a tutte le altre!


Giorgio

(gita relazionata anche su CampToCamp)

Partenza

si avvicina il ripido bosco

il ripido bosco

quasi fuori .... si respira

in vista del passo

ultimi passi .... prima del passo

al passo di Tartano

verso la Cima di Lemma

sosta al Passo di Tartano ..... che bel tempo!

foto di vetta


sabato 15 gennaio 2011

Giornata ARVA

Esercitazioni di ricerca travolti valanghe ai Piani di Bobbio

Con l'amico guida alpina Fabio Lenti eccoci al "campo arva" dei Piani di Bobbio. Dopo la serata ARVA del 11 dicembre scorso, abbiamo dato seguito con una giornata di prove pratiche: condotti dal validissimo Fabio ci siamo cimentati con le esercitazioni di ricerca travolti con gli ARVA (anzi, per la precisione, dovremmo imparare il nuovo acronimo ufficiale, che è ARTVA) e, quindi, con una bella ed interessante prova di scenario valanga con tre sepolti (manichini, naturalmente!). Quest'ultima è stata la parte più significativa e utile: sapersi organizzare per iniziare subito la ricerca e il disseppelimento dei travolti entro 15 minuti non è facile in simulazione, figurarsi nella realtà ! .... ma se non si prova .... qualora accadesse veramente, ci troverebbe alquanto impreparati.

Bene: l'iniziativa del CAO di sensibilizzazione e divulgazione delle problematiche sulla prevenzione e gestione del rischio valanghe, iniziata l'11 dicembre non si è conclusa oggi. Serate teoriche e giornate di esercitazioni verranno organizzate per i soci gitanti e gli accompagnatori anche in futuro, magari prossimo.

I soci interessati è bene che lascino la propria disponibilità in sede o via mail in modo da essere contattati.


Giorgio

Si è iniziato con un po' di teoria

ricerca nel "campo arva"

scenario valanga: ricerca con sonde

trovati .... i manichini!

sabato 30 ottobre 2010

Concerto Corale 125° CAO

Canti Popolari e di Montagna

Sabato sera all'Auditorium del Collegio Gallio alla fine c'era tanta gente: la nostra corale non si è persa d'animo ed ha svolto il programma con tanta passione e bravura.
12 canzoni, le prime sulla montagna poi canti popolari.

Di seguito sono pubblicate:
  • La canzone finale, un omaggio a tutti i soci CAO: l'Inno sociale!
  • La prima canzone del concerto: Le Dolomiti
  • Montagne Verdi
  • Canzoni popolari valdostane, lombarde, friuliane, piemontesi, francesi e portoghesi

Cosa possiamo dire al nostro coro ? grazie e bravi, continuate così!

Giorgio




L'Inno del CAO



Il testo dell'Inno




Le dolomiti




Montagne verdi



Canzoni popolari valdostane e friulane



Canzoni popolari lombarde e valdostane



The amazing grace (canto popolare americano)




E' la mia mamma, La bella giardiniera



Fila la lana, La strada dell'amore



La Chula (canto popolare portoghese)

domenica 10 ottobre 2010

Pizzo Tre Signori

Gita di chiusura

Mai come quest'anno la gita di chiusura delle Attività collettive del CAO la si è potuta definire eno-gastro-alpinistica !
Infatti, dopo una cena Cena fantastica, una bella escursione fino alla cima del Pizzo dei Tre Signori.
Ma andiamo con ordine.
Sabato ci troviamo in 23 a Introbio e iniziamo a percorerre la Val Biandino: in un ora e mezza, con qualche nebbia e nuvole, arriviamo al Rifugio Tavecchia (il 24° è partito dopo e arrivato prima ... in mountain bike!).
Alla sera, il simpatico gestore inizia a dirci che il menu è "quel che ghè"..... bene: arrivano due primi (con porzioni extra) tre secondi, polenta, formaggi, dolci e ... birolle, ovviamente con vino (un po' di acqua) e per finire caffè e ammazza caffè!
Niente male per una cena in rifugio a 1500 metri in mezzo alle alpi lombarde.
Il mattino ci si alza con fatica .....ma si parte: il cielo sereno promette bene.
L'itineario si snoda lungo la bellissima Val Biandino fino al santuario della Madonna delle Nevi, poi ci alziamo fino al Rifugio Santa Rita. Da qui si segue una bella cresta fino alla vetta dei Tre Signori, raggiunta in poco meno di 4 ore dalla partenza.
Le nuvole, intanto, ci seguono alzandosi: quandi iniziamo la discesa, siamo subito immersi nella nebbia. Peccato! ci siamo persi i panorami del Sentiero del Cardinale e del Lago del Sasso.
La gita è poi "transitata" ancora dal Rifugio Tavecchia ... giusto per una veloce merenda.
Così si è conclusa l'ultima gita del 2010 del CAO: all'insegna di una delle più classiche salite delle nostra zone e di un apprezzato evento gastronomico.

Giorgio

PS: Tavecchia

Sabato, si sale al Tavecchia

Tavecchia: inizia la cena

Tavecchia: si inizia a mangiare, finalmente!

Domenica, lungo la cresta dal Santa Rita alla vetta dei Tre Signori

dalla vetta .... le nuvole stanno salendo!


vetta

in discesa, al lago del Sasso (o meglio, che si presumere essere, visto la nebbia ....)

domenica 3 ottobre 2010

da Ponte Brolla a Maggia

Escursione in Val Maggia

La stagione escursionistica si è conclusa con una gita poco impegnativa, ma molto piacevole e ricca di emozioni.
Da subito l’adrenalina sale: la sosta per mettersi gli scarponi viene fatta sul ciglio di una strada fortunatamente poco trafficata; ma il nostro stato assonnato costituisce fonte di rischio.
Dopo i primi passi ci troviamo subito ad attraversare un ponte sospeso sopra un canyon molto suggestivo.
La camminata prosegue in mezzo ai mille colori di cui si rivestono i boschi nella stagione autunnale.
Per i componenti del giro lungo si vivono emozioni forti anche durante la pausa pranzo: alcune mucche gradiscono particolarmente la nostra presenza e usano la lingua (non l’eloquio) per dimostrarlo.
Il villaggio di Moghegno vede il ricongiungimento dei due gruppi, e tutti insieme possiamo apprezzare alcune tipiche case Walser.
Prima di salire sul pullman, però, c’è ancora tempo per l’ultima sferzata adrenalinica: l’attraversamento di un ponte tibetano che, visto l’esiguo numero di persone ad attraversarlo, mostra tutta la sua fermezza e staticità.

Alessio