Una squadra del CAO ad una delle più prestigiose ski marathon
Andrea Noseda con Francesco e Marco:
video
sabato 4 maggio 2013
domenica 14 aprile 2013
Pisgana
Scialpinismo in Adamello
Splendida cavalcata sui ghiacciai dell’Adamello! Anche se la meta principale non l’abbiamo raggiunta (ma c’è un perché) l’esito dei due giorni è stato grandioso.
Si inizia con il pieno degli iscritti, senza possibilità di ampliamento verso altre richieste: il gestore ci aveva annunciato l’esaurimento dei posti nel rifugio. L’abbandono del capogita (per solidarietà a chi gli è vicino, grande Antonio) è stato prontamente riempito dai primi della waiting list.
Sabato mattina ci troviamo e valentemente guidati dal capogita restante (Alberto), arriviamo a Ponte di Legno e prendiamo le funivie, seggiovie, skilift, … fino al Passo Presena; qui ha inizio la cavalcata, subito con una splendida discesa in neve polverosa. Risaliamo il grandioso ghiacciaio del Mandrone, poi, prima del rifugio, le due donne del gruppo hanno lanciato l’idea del “cannone”, ovvero di salire fino ad una punta con in cima un cannone della prima guerra. Il gruppo si è diviso: da una parte chi sognava da tempo una birra al rifugio, dall’altra i fanatici dello sci a tutti i costi. Ed eccoci quindi al cannone, posto proprio sulla cresta di confine fra Lombardia e Trentino, giustamente puntato verso quest’ultimo. Splendida discesa e arrivo anche per noi all’agognata birra.
La mattina dopo siamo in partenza per il Corno Bianco …. ma la mancanza di altre tracce (saremmo stati i primi), le previsioni di rischio valanghe a livello 3 tendente al 4 (sic!) e il consiglio di una Guida, ci hanno fatto ricredere e puntare su un obiettivo più veloce per anticipare la discesa nel vallone del Pisgana a rischio valanghe da rialzo di temperatura: la Cima Venezia.
Partiti di gran lena, per essere veloci e anticipare il pericolo caldo …. non abbiamo controllato su carte e mappe, confidando delle memoria ….storica di qualche “vecchio” presente (lo scrivente in primis). Bene, ci siamo trovati su un’altra vetta, il Venerocolo, che però si è rilevata più alta della Cima Venezia e ci ha portato a iniziare la discesa nel Pisgana sul lato orientale del ghiacciaio, non ancora percorso da nessuno. L’errore è stato provvidenziale per una sciata mitica in pendio polveroso e vergine, quasi impossibile per il Pisgana, una delle discese più frequentate nelle alpi. Non contenti del “farinone del pisgana”, eccoci nella parte bassa dove il caldo (così temuto) non si è presentato, regalandoci una seconda metà di discesa su neve ancora dura da gelo notturno, appena appena smollata …. Un godimento unico!
Giorgio
Il percorso:
Splendida cavalcata sui ghiacciai dell’Adamello! Anche se la meta principale non l’abbiamo raggiunta (ma c’è un perché) l’esito dei due giorni è stato grandioso.
Si inizia con il pieno degli iscritti, senza possibilità di ampliamento verso altre richieste: il gestore ci aveva annunciato l’esaurimento dei posti nel rifugio. L’abbandono del capogita (per solidarietà a chi gli è vicino, grande Antonio) è stato prontamente riempito dai primi della waiting list.
Sabato mattina ci troviamo e valentemente guidati dal capogita restante (Alberto), arriviamo a Ponte di Legno e prendiamo le funivie, seggiovie, skilift, … fino al Passo Presena; qui ha inizio la cavalcata, subito con una splendida discesa in neve polverosa. Risaliamo il grandioso ghiacciaio del Mandrone, poi, prima del rifugio, le due donne del gruppo hanno lanciato l’idea del “cannone”, ovvero di salire fino ad una punta con in cima un cannone della prima guerra. Il gruppo si è diviso: da una parte chi sognava da tempo una birra al rifugio, dall’altra i fanatici dello sci a tutti i costi. Ed eccoci quindi al cannone, posto proprio sulla cresta di confine fra Lombardia e Trentino, giustamente puntato verso quest’ultimo. Splendida discesa e arrivo anche per noi all’agognata birra.
La mattina dopo siamo in partenza per il Corno Bianco …. ma la mancanza di altre tracce (saremmo stati i primi), le previsioni di rischio valanghe a livello 3 tendente al 4 (sic!) e il consiglio di una Guida, ci hanno fatto ricredere e puntare su un obiettivo più veloce per anticipare la discesa nel vallone del Pisgana a rischio valanghe da rialzo di temperatura: la Cima Venezia.
Partiti di gran lena, per essere veloci e anticipare il pericolo caldo …. non abbiamo controllato su carte e mappe, confidando delle memoria ….storica di qualche “vecchio” presente (lo scrivente in primis). Bene, ci siamo trovati su un’altra vetta, il Venerocolo, che però si è rilevata più alta della Cima Venezia e ci ha portato a iniziare la discesa nel Pisgana sul lato orientale del ghiacciaio, non ancora percorso da nessuno. L’errore è stato provvidenziale per una sciata mitica in pendio polveroso e vergine, quasi impossibile per il Pisgana, una delle discese più frequentate nelle alpi. Non contenti del “farinone del pisgana”, eccoci nella parte bassa dove il caldo (così temuto) non si è presentato, regalandoci una seconda metà di discesa su neve ancora dura da gelo notturno, appena appena smollata …. Un godimento unico!
Giorgio
Il percorso:
| Al passo Presena |
| Si sale verso il ghiacciaio del Mandrone |
| Che sprint! |
| A sinistra il gruppo verso il rifugio, a destra quello verso il Cannone |
| Salita verso il Cannone |
| Al Cannone |
| Rifugio Ai Caduti dell'Adamello |
| Mattino, si mettono le pelli per la salita |
| Salita nel ghiacciaio |
| Verso il Venerocolo |
| Ci siamo .... quasi |
| Eccoci in cima |
| In discesa sulla cresta, verso il Pisgana |
| La parte superiore del Pisgana, appena scesi .... nella polvere più assoluta |
| La parte inferiore del Pisgana |
Sentiero della Farfalle Urbane
Escursionismo fra i forti di Genova
CHI BEN COMINCIA
Se il buongiorno, si vede dal mattino, anche quest’anno il CAO potrà contare su una buona stagione escursionistica…(siete autorizzati a fare i vostri scongiuri, a seconda della vostra sensibilità).
Infatti la prima gita escursionistica della stagione, tenutasi il 14 aprile, è stata caratterizzata dalla numerosa partecipazione di persone e, cosa assai importante, dal bel tempo.
E’ doveroso sottolineare che in un periodo di continui mutamenti climatici, con nevicate primaverili ed intense piogge, proprio la domenica della gita ci fosse il sole.
Ma a ben guardare, se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, non dobbiamo cullarci sugli allori…perché la gita è cominciata con un momento di tensione e di panico collettivo: infatti, una volta saliti tutti sul pullman, pronti a partire per raggiungere la soleggiata Liguria….un colpo di scena che ha gettato molti nello sconforto, e che ha disorientato i più.
Il torpedone ha infatti imboccato la strada che porta al vicino confine col la Confederazione Elvetica e giunti in prossimità della Chiesa di Ponte Chiasso, molti hanno pensato di aver sbagliato gita e di essersi dimenticati le ciaspole; ma lo smarrimento è durato poco, sino a quando abbiamo imboccato l’autostrada …. fortunatamente nella direzione giusta.
Non del tutto tranquilli sino all’ultimo, i partecipanti sono finalmente giunti davanti alla Stazione di Genova Principe, non senza qualche divagazione di rotta nelle tentacolari strade del capoluogo ligure; e dopo un ragionevole lasso di tempo per soddisfare le diverse esigenze dei gitanti, il lunghissimo serpentone di escursionisti si è messo in cammino lungo le vie di Genova, per poi raggiungere le alture che dominano la Città della Lanterna, chi a piedi e chi in funicolare.
Per sintetizzare la gita in poche parole si può dire che:
- il pullman a due piani era praticamente pieno;
– nonostante l’elevato numero di gitanti, nessuno si è perso ;
- abbiamo avuto per tutto il giorno sole e cielo sereno;
- nessuno dei partecipanti ha preferito fritto misto, trenette al pesto e Pigato fresco alla camminata.
Non montiamoci la testa, ma il bilancio della prima gita e dell’inizio della stagione è positivo….cerchiamo di proseguire con questa andatura.
Alla prossima.
Alessio
CHI BEN COMINCIA
Se il buongiorno, si vede dal mattino, anche quest’anno il CAO potrà contare su una buona stagione escursionistica…(siete autorizzati a fare i vostri scongiuri, a seconda della vostra sensibilità).
Infatti la prima gita escursionistica della stagione, tenutasi il 14 aprile, è stata caratterizzata dalla numerosa partecipazione di persone e, cosa assai importante, dal bel tempo.
E’ doveroso sottolineare che in un periodo di continui mutamenti climatici, con nevicate primaverili ed intense piogge, proprio la domenica della gita ci fosse il sole.
Ma a ben guardare, se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, non dobbiamo cullarci sugli allori…perché la gita è cominciata con un momento di tensione e di panico collettivo: infatti, una volta saliti tutti sul pullman, pronti a partire per raggiungere la soleggiata Liguria….un colpo di scena che ha gettato molti nello sconforto, e che ha disorientato i più.
Il torpedone ha infatti imboccato la strada che porta al vicino confine col la Confederazione Elvetica e giunti in prossimità della Chiesa di Ponte Chiasso, molti hanno pensato di aver sbagliato gita e di essersi dimenticati le ciaspole; ma lo smarrimento è durato poco, sino a quando abbiamo imboccato l’autostrada …. fortunatamente nella direzione giusta.
Non del tutto tranquilli sino all’ultimo, i partecipanti sono finalmente giunti davanti alla Stazione di Genova Principe, non senza qualche divagazione di rotta nelle tentacolari strade del capoluogo ligure; e dopo un ragionevole lasso di tempo per soddisfare le diverse esigenze dei gitanti, il lunghissimo serpentone di escursionisti si è messo in cammino lungo le vie di Genova, per poi raggiungere le alture che dominano la Città della Lanterna, chi a piedi e chi in funicolare.
Per sintetizzare la gita in poche parole si può dire che:
- il pullman a due piani era praticamente pieno;
– nonostante l’elevato numero di gitanti, nessuno si è perso ;
- abbiamo avuto per tutto il giorno sole e cielo sereno;
- nessuno dei partecipanti ha preferito fritto misto, trenette al pesto e Pigato fresco alla camminata.
Non montiamoci la testa, ma il bilancio della prima gita e dell’inizio della stagione è positivo….cerchiamo di proseguire con questa andatura.
Alla prossima.
Alessio
domenica 10 marzo 2013
Piz Muragl
Sci alpinismo in Engadina
Giorgio
Peccato, è un vero peccato che alcuni interessati alla gita in programma si siano lasciati convincere dalle previsioni meteo che, fino a sabato, in effetti davano incertezza sulla presenza di sereno. Perché chi ha creduto nella buona sorte o più semplicemente ha assunto qualche rischio, è stato ripagato molto ma molto bene.
La mattina in Engadina ci si è presentata completamente tersa e sul terreno uno splendido straterello di neve fresca della notte. Bene, abbiamo preso la nostra funicolare (ahimè il costo non è basso …. ma il persistere del sereno assoluto ha aiutato a superare il momento di crisi) e con un balzo ci siamo trovati sul “tetto” dell’Engadina. Il panorama dal Muottas è unico e meraviglioso; con le pelli abbiamo iniziato il lungo traverso verso la nostra meta, freschi di funicolare, e percorrendo, inizialmente, il percorso paesaggistico dedicato a Segantini (ovviamente abbiamo rinunciato alle soste sulle poltrone, siamo sempre sci-alpinisti, in fondo). Per farla breve, senza troppo freddo ne caldo, sempre al sole, siamo arrivati in vetta, addirittura con gli sci, per iniziare la lunga discesa direttamente dalla croce della punta. La discesa è stata entusiasmante, neve polverosa prima e … la pista degli slittini poi (lisciata perfettamente dal gatto delle nevi).
Finita la lunga discesa, come di consueto, solita birra e altre amenità del genere, pensando già alla prossima meta.Giorgio
domenica 3 marzo 2013
Mont Fallere
Ciaspolata in Val D'Aosta
L'inverno ormai è finito e noi del CAO ce lo siamo goduto: oltre alle diverse iniziative che hanno riguardato le diverse discipline sciistiche, ci sono state 4 uscite in pullman per fondisti e ciaspolatori, una gita con ciaspole e la gita di due giorni con le ciaspole..... ed è proprio di questa che vi voglio palare.
Sabato 2 e domenica 3 marzo: due giorni di sole e cielo sereno come forse non se ne vedevano dall'estate scorsa. Tanto che appena avviatici lungo il sentiero che da Vetan porta al Rifugio Mont Fallére incontriamo un gruppo di ciaspolatori... in costume da bagno.
Ma noi non ci siamo lasciati disorientare da questo incontro (anche se ha profondamente segnato in maniera irreparabile la psiche di alcuni nostri gitanti) e con le ciaspole ai piedi ed i vestiti addosso abbiamo proseguito il nostro itinerario che ci ha condotto sino all'agognato rifugio.... e che rifugio!
Proprio in pochi hanno voluto godere della bella giornata di sabato per fare ancora qualche passo: quasi tutti si sono lasciati tentare dell'accoglienza del rifugio, dalla prelibatezze offerte dalla cucina o anche solo dalle comode sdraio davanti al rifugio in posizione strategica per godersi il sole.
Come sempre capita....anche sabato sera finalmente è arrivata l'ora di cena: nonostante alcuni problemi tecnici con l'illuminazione (ma tanto quando si mangia non serve la vista, serve il gusto).
Domenica mattina, dopo l'immancabile colazione, ci mettiamo tutti in marcia per raggiungere chi la cima Leysser , chi il più abbordabile pianoro al di sotto della cima.
Sempre coccolati dal clima propizio e dopo esserci goduti il panorama dalla vetta, facciamo ritorno al rifugio dove i più viziati, si concedono un'altra lezione pratica di cultura eno-gastronomica, mentre i più morigerati si accontentano di consumare i propri viveri comodamente adagiati sulle sdraio .
Ma purtroppo, lo si impara da bambini, un bel gioco dura poco e così, dopo due giornate splendide (per il tempo, lo scenario e soprattutto la compagnia) si deve fare ritorno alle auto e …. a casa.
Ma finito l'inverno, arriva la primavera: e noi siamo già pronti.
Alessio
L'inverno ormai è finito e noi del CAO ce lo siamo goduto: oltre alle diverse iniziative che hanno riguardato le diverse discipline sciistiche, ci sono state 4 uscite in pullman per fondisti e ciaspolatori, una gita con ciaspole e la gita di due giorni con le ciaspole..... ed è proprio di questa che vi voglio palare.
Sabato 2 e domenica 3 marzo: due giorni di sole e cielo sereno come forse non se ne vedevano dall'estate scorsa. Tanto che appena avviatici lungo il sentiero che da Vetan porta al Rifugio Mont Fallére incontriamo un gruppo di ciaspolatori... in costume da bagno.
Ma noi non ci siamo lasciati disorientare da questo incontro (anche se ha profondamente segnato in maniera irreparabile la psiche di alcuni nostri gitanti) e con le ciaspole ai piedi ed i vestiti addosso abbiamo proseguito il nostro itinerario che ci ha condotto sino all'agognato rifugio.... e che rifugio!
Proprio in pochi hanno voluto godere della bella giornata di sabato per fare ancora qualche passo: quasi tutti si sono lasciati tentare dell'accoglienza del rifugio, dalla prelibatezze offerte dalla cucina o anche solo dalle comode sdraio davanti al rifugio in posizione strategica per godersi il sole.
Come sempre capita....anche sabato sera finalmente è arrivata l'ora di cena: nonostante alcuni problemi tecnici con l'illuminazione (ma tanto quando si mangia non serve la vista, serve il gusto).
Domenica mattina, dopo l'immancabile colazione, ci mettiamo tutti in marcia per raggiungere chi la cima Leysser , chi il più abbordabile pianoro al di sotto della cima.
Sempre coccolati dal clima propizio e dopo esserci goduti il panorama dalla vetta, facciamo ritorno al rifugio dove i più viziati, si concedono un'altra lezione pratica di cultura eno-gastronomica, mentre i più morigerati si accontentano di consumare i propri viveri comodamente adagiati sulle sdraio .
Ma purtroppo, lo si impara da bambini, un bel gioco dura poco e così, dopo due giornate splendide (per il tempo, lo scenario e soprattutto la compagnia) si deve fare ritorno alle auto e …. a casa.
Ma finito l'inverno, arriva la primavera: e noi siamo già pronti.
Alessio
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